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Preghiere

a Gesù, a sua Madre SS, a Maria Valtorta
con amore

I. Evangelo di Maria Valtorta
Ho cercato il Tuo Volto nelle pagine che tremano di luce, dove Maria ha visto il passo tuo sull'acqua. Ed io ti ho riconosciuto, o dolce Nazareno, nel silenzio che brucia come olivo d'inverno. Mio Gesù, che da quelle righe ritorni nelle notti del mondo.

2026

Poesia I - Evangelo ▶
II. Monologo due di Maria Santissima
Io ti tengo, ma non ti trattengo. Ti amo, ma non ti possiedo. Ti dovrò dare al mondo che ti appartiene, perché tu hai stabilito ali più grandi delle mie braccia. Finché l'alba non ti chiamerà per nome, finché la tua missione non ti chiederà di andare.

2026

Poesia II - Monologo due ▶
III. Reminiscenza e Misericordia
Non l'ho pensata, la Pace. Ne ero circondata. La natura ne era impregnata E ne impregnava anche me. E all'improvviso gioia. Un cuore libero, libero, libero. Non era nuova. Era antica. L'anima se ne ricordava. Un assaggio d'Eden, prima che qualcosa si rompesse, prima che dentro e fuori diventassero due. Pensavo: Tu sei Misericordia. E la Pace ha avuto un nome. Non più atmosfera intorno, Ma mi attendevi dentro. Misericordia. Passione. Perdonata. Nonostante tutto, perdonata. Gira così, il cerchio. Non finisce. Ritorna più profondo.

2026

Poesia III - Reminiscenza ▶
IV. Monologo di Maria SS al tramonto
Quanto è piccola la tua mano nella mia, Figlio mio. Eppure con queste dita hai impastato le stelle. Ora stringi il mio dito perché hai paura di inciampare su un sasso. Guarda com'è grande il sole stasera... Tu lo hai fatto rotolare nel firmamento ed ora lo ammiri fanciullo da qui, dalla terra di Nazareth. Ti chini per guardare una formica sulla terra. Ti meravigli di tutto. E io mi meraviglio di te. Dio mio, che ti stupisci di una formica... Mi chino anch'io. Voglio imparare a guardare come guardi tu. Tu non hai paura del Mondo, tu l'hai fatto! Lo tocchi, lo calpesti, lo ami, è tuo! E se è tuo, allora è anche mio. Allora lo amo. Ho paura di non essere abbastanza. Ti ho messo al mondo dopo che Tu mi hai dato la vita, chi sono dunque per insegnare a Dio come si cammina? Eppure mi guardi come se non volessi altro posto che questo. Come se bastasse la mia mano per tenere insieme il cielo e la terra. Eppure con i tuoi occhi mi dici: per me sei abbastanza da reggere l'universo. Voglio fermare questo tramonto. Voglio che questa strada resti per sempre. Voglio che tu resti bambino, e che io basti così: con una carezza sui riccioli biondi, con un "ci sono qui io!". Corri, cadi, sporcati i piedi con questa terra di latte e di miele. Ridi forte, voglio riempirmi gli occhi delle tue risate adesso. Allaccia i sandali, rialzati fin da ora, Figlio di Dio... Va bene così, allora. Se per salvare il mondo vuoi che prima io ti salvi dalla paura di inciampare, lo farò. Se per insegnarti ad essere uomo vuoi prima sentirti amato da una madre, lo farò. Figlio, so che sei venuto per tutti, ma stasera vuoi essere solo mio. So che salverai il mondo, ma stasera, vuoi che sia io a salvare te. So che sei l'Eterno, eppure stasera tu vuoi essere il tempo, il mio tempo. Andiamo a casa. Mangiamo insieme il pane. Tu mi racconti della formica. E io trattengo questa luce di tramonto nel cuore, perché quando per noi due verrà la notte, ricorderò che tu sei Padrone della luce perché sei Tu la Luce, tu che mi stringevi la mano, e non mi sentirò smarrita.

2026

Poesia IV - Tramonto ▶