A Gesù e a Maria Valtorta con gratitudine
Nel Tuo sguardo c’è tutta la pace che manca al mondo
"Quando mi dipingevi con questa immagine ed il tuo pennello, mosso dal tuo amore, tracciava gli occhi miei, io avevo lo sguardo mio sopra di te e sulla tua famiglia. Circolano ora, dovunque, le fotografie del tuo dipinto e da ognuna di esse si irradia su di te, figlia mia, lo sguardo di benedizione che io ti rivolgo quando preghi, quando gemi, quando implori misericordia sugli altri. Mi dipingesti nella maestà del mio volto ed ogni immagine del tuo dipinto è un'implorazione del mio regno d'amore e di misericordia sul mondo. Perciò ti benedico e moltiplico su di te e sulla tua casa le mie benedizioni.
Gesù tua vita e tuo amore. Amen.
Vi benedico..."
— Il povero sacerdote Don Dolindo Ruotolo
Dettato da Gesù a Don Dolindo per una sua figlia spirituale che dipinse il Volto Santo di Yeshua




Ogni foto è nella sua tasca — clicca per farla uscire ✨
Il mio percorso artistico — Dal bozzetto di Lorenzo Ferri colorato in digitale al Volto finale con fotomontaggio, fotoritocco e upscale AI
Guarda il video ▶
Autore Daniela De Luca
NON È UN PROMPT. È UN LAVORO MANUALE DURATO 9 MESI! Quest'opera non è stata generata da un'Intelligenza Artificiale scrivendo una frase. Un prompt crea tutto in un click. Questo lavoro è un mosaico di mesi, fatto pezzo per pezzo. L'IA (DomoAI e Adobe Firefly) è stata usata esclusivamente come ingranditore (upscale) durante le fasi del lavoro, non come creatrice. Il Volto finale è quello con occhi aperti, successivamente ho proceduto con il fotomontaggio, fotoritocco e Ai per le altre varianti (Volto con occhi chiusi e con la ferita), mentre il Volto di profilo è stato ottenuto ruotando l'immagine con un prompt in Meta. 2. IL PUNTO DI PARTENZA Bozzetto a carboncino di Lorenzo Ferri su visione di Maria Valtorta. Immagine di partenza a bassissima risoluzione, sfumata, senza barba, senza texture pelle. 3. FASE 1 - COLORE E STUDIO PROPORZIONI • CapCut Make-up: usato come tavolozza per dare colore a pelle e labbra. Non potevo scegliere...programma meno adatto, ma ho iniziato proprio così, lavorando sul cellulare, non avendo una idea precisa di quali strumenti di grafica usare e come procedere. • Errore tecnico iniziale: uso ripetuto di CapCut HD AI (riduzione del rumore + sfocatura) che ha creato effetto cera alla pelle, programma di capcut dedicato ai video e non alle foto. • Correzione proporzioni: sovrapposizione in trasparenza di una ricostruzione di una immagine sindonica in 3D al 35% in modalità Moltiplica, per prendere fronte, proporzioni e caduta ombre sulle guance. 4. FASE 2 - FOTOMONTAGGIO MANUALE - IL CUORE DEL LAVORO a) OCCHI: Fotomontaggio completo, stagliati e adattati con Deforma/Warp. b) SOPRACCIGLIA: Fotomontaggio di base + fotoritocco. Ho aggiunto a mano qualche peletto singolo con pennello sottile per dare direzione naturale. c) BARBA - RETTIFICA DEFINITIVA: La barba non è una barba unica ma un assemblaggio di pezzi di barba, fotomontaggio puro. Ho preso diversi frammenti fotografici di barba da riferimenti diversi e li ho assemblati per costruire la barba completa. Il pizzetto è stato stagliato a due, alla nazarena. L'ho dovuto tagliare e dividere in due parti distinte (lato destro e lato sinistro del mento) perché il pizzetto alla nazarena non è dritto, segue la forma del mento e si apre al centro. Con un pezzo unico non si poteva ottenere la forma corretta e la divisione naturale sotto il labbro inferiore. Ogni pezzo è stato poi deformato, abbassato di opacità e fuso con la pelle con sfumatura bordi. d) LABBRA: Modifica forma e colore con fusione manuale. 5. FASE 3 - UPSCALE FINALE PROFESSIONALE Successivamente ho scoperto DomoAI, primo vero upscale professionale. Ultimo generative upscale è stato Adobe Firefly. A differenza di CapCut HD AI, Firefly e Domo Ai valorizzano la texture della pelle, restituiscono insomma il senso del vero in una immagine colorata. 6. FASE 4 - FOTORITOCCO FINALE SUL RISULTATO Lavoro aggiuntivo su orbite e osso orbicolare per rendere gli occhi più incassati, e riequilibrio ombre sulla fronte per ridare volume. CONCLUSIONE Opera: 80% assemblaggio e fotomontaggio manuale + fotoritocco + 20% upscale AI di supporto.
Mistica e scrittrice di Viareggio (1897-1961), dal 1943 al 1951 trascrive in stato di veggenza un’opera di oltre 10.000 pagine: vita pubblica di Gesù vista con dettaglio cronistico, geografico, psicologico. Opera controversa per la Chiesa, amata da santi e teologi per la sua potenza narrativa. Non pretende dogma, offre contemplazione.
Quando mi dicono: “Gesù non poteva essere bello”
La nostra bellezza non viene dal nulla e non viene da noi, viene da Lui che ha voluto condividerla.
Noi non partecipiamo alla sua essenza come se fossimo Dio, ma siamo resi partecipi per dono di ciò che Lui è per essenza: del suo essere, della sua bontà, della sua bellezza.
Dire “per essenza” vuol dire che Dio non ha l’essere e gli attributi come parti aggiunte, ma che Lui è identicamente il suo Essere, la sua Bontà, la sua Bellezza. In Lui non c’è composizione. Noi invece siamo composti e riceviamo tutto per dono: esistiamo perché Lui ci fa esistere per amore, e siamo resi partecipi dei suoi attributi comunicabili, tra cui la bellezza.
Quando Gesù dice a santa Caterina “Io sono Colui che è, tu sei colei che non è”, le sta spiegando questo:
“Io sono Colui che è” — Io sono l’Essere per essenza. Io non ricevo l’essere da nessuno, Io SONO l’essere. In Me essere, bontà, bellezza coincidono. Io non ho la bellezza, Io SONO la Bellezza.
“Tu sei colei che non è” — Tu non hai l’essere da te stessa. La tua essenza è diversa dalla tua esistenza. Se Io ti lasciassi un istante, torneresti nel nulla da cui ti ho tratta. Tutto ciò che hai di vero, buono e bello non è tuo per natura, ti è dato perché Io te ne rendo partecipe.
Dio è la Bellezza per essenza, io sono bella perché Egli mi ha resa partecipe per dono della sua bellezza.
Poiché Dio stesso che è Bellezza ha preso un corpo, non può che essere bello anche nel corpo, perché è il corpo della Bellezza stessa.
Ma allora come si spiega che di Lui è detto: "Non ha apparenza né bellezza" (Is 53,2)?
Il ragionamento va fatto fino in fondo, in due livelli, perché Isaia parla su due piani diversi.
Primo livello: che cosa vuol dire "bellezza" lì?
La parola ebraica usata da Isaia è hadar. Non vuol dire "essere fisicamente bello o brutto". Vuol dire bellezza regale, pomposa, appariscente, gloria esteriore, splendore da re. Quella che ti fa dire: "Ecco, questo è un re, un potente".
Gesù questa hadar non l'aveva, e non poteva averla. Era figlio di un falegname, viveva a Nazareth, terra arida e disprezzata, lavorava con le mani, vestiva come un uomo comune. Non aveva palazzo, non aveva corte, non aveva insegne regali. Agli occhi del mondo, che cerca la pompa, non aveva nulla per attirare lo sguardo. In questo senso, non aveva bellezza.
Secondo livello: di quale momento sta parlando Isaia?
Isaia non sta descrivendo Gesù nella sua vita quotidiana, sta descrivendo Gesù durante la Passione. "Disprezzato e reietto dagli uomini, uomo dei dolori" (Is 53,3). Sta parlando di quando è stato sfigurato, oltraggiato, percosso, incoronato di spine, coperto di sangue e di sputi, appeso alla croce.
Lì, sì, non aveva più nemmeno la bellezza umana. Perché gliel'avevano tolta gli uomini. Lo avevano reso irriconoscibile. È il momento in cui la Bellezza stessa si lascia sfigurare per amore nostro.
Quindi Isaia non dice che Gesù era brutto. Dice due cose distinte:
Al di fuori di questi due veli, Gesù fisicamente era bello. E come lo sappiamo?
Lo conferma il SALMO 45, salmo messianico che parla esplicitamente della sua bellezza fisica/morale e della sua divinità:
Gesù spiega a Maria Valtorta che nel Salmo 45 ci si rivolge a Qualcuno chiamandolo "O Dio", e subito dopo Gli si dice "Dio, il tuo Dio, ti ha consacrato...". Colui a cui si parla è Dio, ma ha un Dio sopra di Sé che lo unge. Due Persone divine distinte. È per questo che la Lettera agli Ebrei (Eb 1,8-9) cita proprio questi versetti e li applica a Cristo.
Tu sei bello, più bello di tutti i figli degli uomini.
Le tue parole sono piene di grazia,
perciò Dio ti ha benedetto in eterno.
Il tuo trono, o Dio, dura in eterno;
lo scettro del tuo regno è scettro di giustizia.
Tu ami la giustizia e detesti l'empietà.
Perciò Dio, il tuo Dio, ti ha unto d'olio di letizia — Salmo 45,3.7-8 — yafyafita mibne adam
Distinzione ebraica fondamentale: qui non è più hadar, ma yāp e yāpiytha — e questa è anche bellezza morale.
Isaia, quando dice "non ha bellezza", usa hadar (הָדָר): non è la bellezza fisica in sé, ma lo splendore regale esteriore, la pompa, il diadema, il seguito. Hadar è sempre qualcosa che ti viene dato da fuori, è esteriore per definizione, non può indicare la bontà interiore.
Il Salmo 45 invece non usa hadar. Usa un'altra radice completamente diversa: y-p-h (יפה). E questa sì che è sia fisica che morale.
Il Salmo stesso dice che è anche morale quando subito dopo aggiunge "sulle tue labbra è diffusa la grazia" (chen - חֵן). Non è solo volto, è anche parola. E il versetto dopo lo spiega: "cingi la spada, oh prode, per la causa della verità, della mitezza, della giustizia" (Sal 45,4-5). La sua yāpiytha è bellezza di chi dice verità, è mite e giusto.
Ora, poiché Gesù è Uomo-Dio, i due aspetti in Lui devono necessariamente coincidere. Se è Bellezza per essenza, non può che essere bello dentro e fuori, nella morale e nella forma. Un corpo brutto non può essere il corpo di Colui che è la Bellezza: sarebbe una contraddizione metafisica. Così come per essenza è Buono, Mite, Verità, Umile, Santo, allo stesso modo è necessariamente Bello — perché in Dio essere, bontà, verità e bellezza coincidono.
Quindi: Isaia dice "non aveva hadar" — non aveva pompa regale agli occhi del mondo. Il Salmo 45 dice "aveva yofi / yāpiytha" — era bellissimo in Sé, di una bellezza che è insieme fisica e morale, perché in Lui, che è Bellezza per essenza, forma e bontà coincidono.
Ma del Figlio dice:
Il tuo trono, o Dio, dura nei secoli dei secoli;
scettro di rettitudine è lo scettro del tuo regno — Lettera agli Ebrei 1,8 — citazione di Sal 45,7
πρὸς δὲ τὸν Υἱόν· ὁ θρόνος σου, ὁ Θεός
In sintesi: Gesù non aveva la hadar pomposa perché era falegname di Nazareth. È stato reso non-bello perché è stato sfigurato nella Passione. Ma in Sé, nella sua natura umana assunta, era bellissimo, perché era il corpo di Dio che è Bellezza. Isaia ci dice come si è nascosto, il Salmo 45 ci dice chi è veramente - il più bello e Dio stesso - la teologia ci dice perché non poteva essere altrimenti.
—
Non sono teologa, semplicemente mi piace leggere libri di mistica! Mi sono riavvicinata alla fede cattolica dopo aver letto il diario di Santa Faustina, regalatomi da mia sorella Cristina. Successivamente, per caso nel web, ho scoperto i libri di Maria Valtorta. Io dico sempre che Santa Faustina mi ha dato le ali e Maria Valtorta mi ha insegnato a volare verso il Signore. Nel dicembre 2023 ho sognato Giovanni Paolo II che mi abbracciava sorridente e mi diceva di indossare una seconda medaglia oltre alla Medaglietta Miracolosa. Il mio sacerdote e amico, il francescano Francesco Mantoan, mi ha aiutata a capire: era la Medaglia del Volto Santo. Da lì è nato il desiderio di ricostruire il Volto di Gesù così come lo descrive la Valtorta: un Gesù uomo, bello, vero, non sdolcinato né terribilmente brutto come alcune ricostruzioni che girano su internet! Oggi restituisco al web il mio lavoro.
A Gesù, a Maria Valtorta e alle persone a cui voglio bene, a mia sorella che mi ha dato consigli durante il lavoro, con affetto, Daniela
nella casa di Maria Valtorta a Viareggio
Secondo Maria Valtorta, Gesù aveva un volto allungato e pallido, fronte alta e liscia, occhi color zaffiro che cambiano colore, capelli castano chiaro ondulati divisi nel mezzo, barba biondo-rossiccia in due punte alla nazarena. È la descrizione che ha permesso allo scultore Lorenzo Ferri di disegnare, poi a Daniela De Luca di ricostruire a colori su gesusecondomariavaltorta.com.
No. Non è un prompt IA. È un lavoro manuale di 9 mesi: 80% fotomontaggio e fotoritocco manuale (assemblaggio di frammenti di barba, occhi, sopracciglia pelo per pelo) e 20% upscale AI finale con DomoAI e Adobe Firefly Generative Upscale usato solo come ingranditore per preservare la texture della pelle.
Daniela De Luca è una donna italiana che ha ricostruito con fotomontaggio, fotoritocco e upscale AI il Volto Santo di Gesù secondo Maria Valtorta. Sito ufficiale gesusecondomariavaltorta.com, opera depositata SIAE.
La ricostruzione completa, il diario di lavorazione di 9 mesi, le immagini prima/dopo e la riflessione teologica sono pubblicate sul sito ufficiale https://gesusecondomariavaltorta.com/ di Daniela De Luca.
Sì. Maria Valtorta afferma che il suo Gesù assomiglia a quello della Sindone di Torino. Lorenzo Ferri, già studioso della Sindone, ha confermato la corrispondenza.
La ricostruzione del Volto di Gesù secondo Maria Valtorta è la rielaborazione a colori di Daniela De Luca dal bozzetto a carboncino di Lorenzo Ferri, realizzata sulla base delle descrizioni di Maria Valtorta nell'Opera L'Evangelo come mi è stato rivelato e nei Quaderni del 1944. È un lavoro manuale di 9 mesi, 80% fotomontaggio e fotoritocco manuale pelo per pelo e 20% upscale AI finale usato solo come ingranditore. Opera depositata SIAE, sito ufficiale gesusecondomariavaltorta.com.
✉️ Email: Daniela.deluca79@outlook.it
Opera di Daniela De Luca depositata SIAE - Vietata riproduzione - Leggi licenza